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venerdì 4 dicembre 2009

IELTS Results

Esattamente 13 giorni dopo aver sostenuto l'esame, era il 21 novembre infatti, stamattina sono andata a Covent Garden (scendendo a Holborn) a ritirare i risultati dell'esame dell'IELTS. Pensavo di trovare più gente e che mi sarebbe toccato aspettare, invece non c'era nessuno a parte una ragazza cinese e un altro ragazzo, che però credo più che si dovessero iscrivere all'IELTS e non ritirare i risultati.
Comunque la cosa è stata molto veloce, presenti il passaporto, l'impiegato entra nell'ufficio e ne esce con la busta a tuo nome. L'ho presa, ringraziato e ovviamente l'ho aperta prima ancora di uscire, queste cose con la busta chiusa mettono ancora più curiosità. Ecco i miei risultati, direttamente dal mio Test Report Form (con tanto di foto mia con faccia da criminale, ma ve la risparmio per questa volta, eheh):

Listening 9.0 Reading 9.0 Writing 8.0 Speaking 7.5 Overall Band Score 8.5

Che dire? Soddisfatta, certo, sicurissimamente. Ma girato il foglio mi sono fatta una risata. Dietro infatti ci sono le indicazioni per una sorta di conversione dell'IELTS negli altri esami Cambridge ESOL, e per loro risulta essere così:

IELTS 4 o 4.5 = PET (B1 secondo il Quadro Comune Europeo Di Riferimento)
IELTS 5 o 5.5 = FCE (B2 secondo il QCER)
IELTS 6 o 6.5 = CAE (C1 secondo il QCER)
IELTS 7 o 7.5 = CPE (C2 secondo il QCER)

Excuse me??!? I don't think so!

Io ho fatto FCE, CAE e IELTS. Sarei quasi tentata di dire che l'IELTS è il più facile dei tre, ma non voglio esagerare, per cui mi limiterò a dire che tra CAE e IELTS è più pesante il CAE, quindi non oso immaginare cosa sia il CPE e certo non lo comparerei ad un 7 dell'IELTS, visto che secondo me uno che fa il CAE non vale solo 6.5, come infatti ho dimostrato io stessa.
In questo mesetto scarso in cui mi sono preparata per l'esame, ho appunto preparato l'esame in sé, d'inglese come lingua in effetti non ho fatto nulla di nuovo. Certo, stare a Londra mi ha fatto migliorare nel Listening, per un concetto all'inverso, cioè sentendo tanto inglese di stranieri, ora il British English mi suona chiaro e cristallino. Ma per il resto sono andata là con la preparazione del CAE (al quale tra l'altro avevo preso B, ma avevo il Listening giù anche perché si fa come ultima prova, dopo già 3 ore e mezza di esame, non è che uno ha tanta lucidità per sentire il CD che dice), e se anche consideriamo un mio miglioramento non vedo tutto questo cambiamento da giustificare 2 interi punti di differenza.
La mia conclusione è che questa conversione, equipollenza, whatsitsname o come la si voglia definire è sbagliata!
Ho anche una mia personale opinione su questa questione: il fatto è che l'IELTS è un esame "aperto a tutti", infatti è come se fosse un test d'ingresso, lo fai e in base al voto si capisce a che livello sei. Gli altri esami, tipo FCE e CAE, sono già ad un livello prestabilito e tu sostieni l'esame per vedere se sei davvero a quel livello, altrimenti non lo passi. Di conseguenza nell'IELTS si trovano anche domande faciline, con risposte ovvie, per far sì che anche i più debolucci riescano a concludere qualcosa. Beh, una cosa del genere al CAE te la sogni! Tutte le domande sono difficili e nessuna è ovvia, perché sono tutte a livello C1, Avanzato. Da ciò si può capire come l'IELTS risulti più leggero e anche più fattibile sotto certi aspetti. Questo vale sfacciatamente per prove strutturate come Listening e Reading, in cui prevale l'aspetto passivo visto che non si richiede la produzione, ma va a toccare un po' anche Writing e Speaking, perché se gli esaminatori sono abituati a leggere anche "orrori", nel momento in cui uno scrive meglio risalta subito agli occhi, e stessa cosa per l'orale. Se invece gli esaminatori stanno facendo una sessione del CAE, sicuramente tutti i candidati sono ad un certo livello, così loro leggeranno e sentiranno sempre un inglese di un certo livello, quindi col cavolo che risalti!

Se qualcuno che ha fatto il CAE mi sta leggendo, suggerisco di farvi tranquillamente pure l'IELTS senza timori, che ve li magnate a colazione!

Era giusto per chiarire, per il resto contentissima! :)

domenica 22 novembre 2009

IELTS

E così ieri ho sostenuto l'esame dell'IELTS. Per chi non sapesse bene di cosa si tratta, metto qualche link:

http://www.ielts.org/
http://it.wikipedia.org/wiki/International_English_Language_Testing_System

Partiamo dal fatto che in generale penso che sia andato bene. :)

Ora andiamo nei dettagli: alle 9:00 hanno cominciato a farci scendere, ci siamo registrati e abbiamo preso il nostro posto nei banchi, precedentemente assegnati dagli organizzatori ovviamente. Quest'operazione ha preso più di un'ora ed evidentemente non se lo aspettavano neanche loro, visto che hanno detto che di solito si fa prima. Io stavo nella Room B e c'erano 4 esaminatori a controllarci e darci i fogli, mentre noi eravamo una sessantina/settantina in quella stanza. C'è stata la parte introduttiva in cui hanno dato tutte le indicazioni e spiegato le regole. E' stato divertene quando l'esaminatore che leggeva continuava ad enfatizzare la parola "toilet" durante la parte delle regole che riguarda l'andare in bagno. Tutti a ridere.

Il Listening si sentiva davvero bene, probabilmente io l'ho notato ancora di più avendo avuto la precedente esperienza con i famosi mini-stereo del British Council di Napoli, grazie ai quali non capivamo praticamente niente, invece qui era come avere gli auricolari nelle orecchie tanto che si sentiva con chiarezza. Ho risposto tranquillamente a tutto, anche se su un paio di cose mi è venuto qualche dubbio, ma speriamo bene.

Il Reading pure è andato con tranquillità. Quando facevo le simulazioni, ammetto che mentre leggevo mi distraevo e infatti non lo finivo mai in un'ora, ma ci mettevo sempre di più. Ma quando si deve fare la persona seria la so fare, quindi mi sono messa a testa sotto e ho letto i tre testi uno dietro l'altro. Il primo testo riguardava i trasporti europei; il secondo la varietà di specie di pappagalli in Australia e il terzo (molto interessante) parlava del manoscritto Voynich e dei tentativi di decifrare il suo contenuto durante la storia. Non ne avevo mai sentito parlare, per chi si fosse incuriosito come me ecco un link:
http://www2.polito.it/didattica/polymath/htmlS/Interventi/Articoli/VoynichPeiretti/VoynichPeiretti.htm

Il Writing è andato come temevo. Quel Task 1 è stato la mia spina nel fianco. E' uscito un grafico da commentare, e io invece di metterci i 20 minuti normalmente previsti, ce ne ho messi 30. Va da sé che per il Task 2 mi sono rimasti gli altri 30, solo che a differenza del primo dove si richiedono minimo 150 parole, nel secondo ce ne vogliono 250. La traccia chiedeva di esprimere la propria opinione sul fatto che i governi spendano molto per l'arte. Ho scritto tutto direttamente e non ho avuto neanche il tempo di rileggere o contare le parole, quindi questo rimane in sospeso...

Infine lo Speaking. Mi è capitato l'esaminatore che stava nella mia stessa Room allo scritto, e mi faceva simpatia perché mi richiamava Giles di Buffy (l'attore si chiama Anthony Stewart Head), solo più giovane. Direi che sono partita sottotono per poi migliorare durante il colloquio. Abbiamo parlato del lavoro, nella Part 2 invece mi è uscito l'argomento "Grandi cambiamenti nella vita" e qui stavo nel mio, e poi nella Part 3 si continua con questo però più a livello generale.

Non sono tornata neanche tanto tardi a casa, erano solo le 4pm. Esperienza positivissima, ottima organizzazione. Sono contenta di aver fatto quest'esame, al di là dei risultati che usciranno.

mercoledì 18 novembre 2009

Tra un esercizio e l'altro

Ce l'ho fatta a ripassare! Stasera mi sto vedendo un po' i Writing e tutto il Vocabulary che serve, in special modo per il Task 1, che si promette piuttosto boring: si tratta infatti di commentare tabelle, diagrammi, questo genere di cose qua.

Ma più che dei miei studi, voglio parlare della visita dei 3 miei amici che sembrano aver ben gradito Londra. Sono stati praticamente solo 2 giorni e mezzo, ma siamo riusciti a vedere diverse cose, prima di tutto casa mia, eheh! Ovviamente ci siamo fatti le foto vicino allo stadio dell'Arsenal. Poi dalla mattina dopo siamo partiti col tour de force: King's Cross, British Library, Russel Square, British Museum, Tower of London, Tower Bridge, la City, London Bridge, London Eye, Big Ben, Houses of Parliament e Westminster Abbey. Serata in giro fra Piccadilly Circus e Covent Garden. Nottata a Victoria!
Il sabato mattina andiamo a Trafalgar Square a salutare l'Ammiraglio Nelson (che è quello più in alto, qualcuno si confonde), toccata e fuga alla National Portrait Gallery e ci avviamo verso Buckingham Palace. Arrivati lì, è venuto giù di tutto, ad acquazzone proprio, senza che mancasse il vento, certo, quindi gli ombrelli erano pressocché inutili. Ci siamo fatti il bagno.
Pomeriggio tra Regent Street e Oxford Street, quindi come avrete intuito dedicato a fare shopping. Infine siamo arrivati pure allo stadio del Chelsea, dove ci siamo fatti altre foto divertenti.

Questo è stato il nostro itinerario, direi che sono stata una buona guida. Peccato che il tempo sia stato veramente contro di noi, è piovuto proprio tanto, di solito non fa così, ed è anche più variabile, mentre in quei 3 giorni il sole non si è visto per più di cinque minuti. Ovviamente il giorno successivo alla loro partenza è stato stupendo a confronto con gli altri! E vabbè, London is always worth it.

Sabato l'esame!

sabato 31 ottobre 2009

Tregua

Approfitto di questo momento di tregua che il computer sembra volermi regalare (sto avendo molti problemi) per intervenire di nuovo.

In realtà non ci sono grosse novità, la vita in casa procede come al solito, a parte la mia coinquilina turca che non è stata bene, ma ora dopo più di una settimana sembra sulla via della guarigione. Io mi sono messa coi libri in mano, ed è una delle cose che preferisco, quindi it's ok, more than ok actually; per l'IELTS ho comunque da vedere qualcosina, c'è sempre qualcosa di nuovo da imparare. Proprio stasera ho dato a Lydia i CD che mi passerà a tracce mp3 per ascoltarli sul pc (quando lui deciderà che posso) o almeno per passarmeli sul lettore, così inizio a fare gli esercizi del Listening da domani, visto che nel caso dell'IELTS il Listening prevede l'ascolto di ogni esercizio una sola volta, e qui sarà dura sì! Domani vado a Messa a sentirmi un po' di British English, che mi fa bene. In casa è inglese di stranieri e per strada pure lo sento poco, a parte quando c'è la partita dell'Arsenal, che ne arrivano a frotte di Inglesi inglesi.

Per il resto, la settimana scorsa la notizia dell'economia inglese superata da quella italiana( http://www.telegraph.co.uk/finance/financetopics/recession/6418344/UK-economy-overtaken-by-Italy.html ) non è stata certo d'aiuto per noi Italiani qui in cerca di svolte. Il momento non è dei migliori, anzi. Ma non che non lo sapessimo. A volte nella vita si deve rischiare, si deve sbattere la testa contro un muro per capire che fa male, non importa quanto gli altri cerchino di avvertirti, tu senti che devi farlo e basta. Di questo non mi pentirò mai, anche se davvero sembra esser andato tutto storto, ma ho la consolazione di poter dire, come dice Claudio Baglioni in una sua canzone: "Avrò sbagliato ma a modo mio."

Concludo mandando un saluto speciale ai 3 miei amici che vengono a trovarmi fra meno di due settimane!!! SEE YOU SOON, GUYS!!!

giovedì 8 ottobre 2009

Sunny day

Sono le 18:45 mentre vi scrivo qui da Londra, e i colori del tramonto già hanno iniziato a mostrarsi da un po'. Ma è un tramonto su quella che è stata una bellissima giornata di sole. Dopo tre giorni di pioggia incessante era quella che ci voleva. Tra l'altro, vista la mia situazione, credo che il tempo abbia una certa influenza sul mio umore, perché quando piove mi conviene restare in casa e non è la mia preferenza. Oggi infatti sono uscita e ho fatto un bel giretto.

Prima di tutto, ho trovato una biblioteca pubblica vicina; non è vicinissima, devo camminare più di 10 minuti direi, ma va bene. Mi sono registrata, l'addetto mi ha dato un modulo da compilare con tutti i dati, ma proprio tutti tutti, dai soliti anagrafici ad altri come prima lingua parlata, orientamento sessuale, ceppo e Paese originario, religione e eventuali invalidità. A parte i primi comunque tutti gli altri erano facoltativi ed era specificato che loro sono interessati a saperlo per garantire che tutti, senza discriminazioni, usufruiscano dei servizi offerti dal distretto. Comunque ho avuto la mia tessera, che carina! Con essa posso andare in qualsiasi biblioteca pubblica di Islington, soltanto per determinate cose si deve per forza tornare alla biblioteca dove sono state prese. Sembra molto interessante, però non mi sono trattenuta oggi perché la giornata era troppo bella per restare indoors, ma sicuramente ci tornerò presto, già mi so, la vista di tutti quei libri (in inglese per giunta!) e il pensiero di potermi prendere quelli che voglio mi stimola troppo!

Quindi sono andata a prendere la Tube e sono andata a farmi un giro. Ecco una sorta di itinerario:
- Russel Square, prima tappa;
- Holborn station - Bank Station;
- nella City: Monument, London Bridge;
- Jubilee Line per arrivare a Westminster;
- il London Eye dal Westminster Bridge, dove c'erano sempre gli Scozzesi con la cornamusa, ma non c'era quello con cui mi ero fatta la foto a giugno, si daranno il cambio;
- infine il caro Big Ben.

In effetti l'ultima tappa è stata la mia Victoria.
Ci sarebbe un video che ho fatto nella stazione di London Bridge, c'erano dei ragazzi che suonavano. Cerco di metterlo. Nel frattempo che ho scritto è tramontato. Si sta accorciando la giornata a vista d'occhio!



sabato 3 ottobre 2009

Sweet Dreams Are Made Of This

Dopo due settimane abbondanti che son qui, posso dire che sto cominciando ad avere le reazioni sperate. Proprio ieri infatti, mentre parlavo con la nuova coinquilina, mi sono accorta di come io abbia cominciato a parlare più velocemente, quasi senza pensarci, mi viene in mente una cosa e subito la riesco a dire. Il mio cervello sta reagendo, e ne sono soddisfatta.

Ulteriore prova è stata stanotte, ho sognato in inglese. Non che sia la prima volta in vita mia, era successo altre volte, ma ora che sono qui è diverso, lo vedo proprio come un risultato. Era un sogno piuttosto confuso, nel senso che si sono accavallate tante cose diverse fra loro in un solo sogno, ma succede. C'era persino Buffy! La penso troppo, lo so. E soprattutto, lei la collego molto all'inglese, visto che è un po' anche grazie alla passione per questa serie che ho continuato a coltivare l'inglese dopo la scuola. Ero stufa di dover andar a controllare ogni volta gli errori dell'adattamento italiano, per non parlare della perdita delle citazioni varie, classico caso di Lost In Translation. Così decisi che l'avrei guardato in lingua originale. Il linguaggio del Buffyverse risulta in più casi davvero molto particolare, e uno deve saperlo a priori per non spaventarsi, ma mi è servito davvero tanto. Facendomi forte di questo con Buffy, ho cominciato a vedere anche altri telefilm in originale, con le evidenti conseguenze positive.

Per omaggiare ancora una volta Btvs, propongo un'altra delle mie "quotes" preferite (che, vi avverto, sono tantissime) sempre da 6x08 Tabula Rasa.

GILES: We'll all get our memory back, and it'll all be right as rain.
SPIKE: Oh, listen to Mary Poppins. He's got his crust all stiff and upper with that Nancy-boy accent. (everyone looking at him) You Englishmen are always so... (pauses) Bloody hell! (ticks off on his fingers) Sodding, blimey, shagging, knickers, bollocks, oh God! I'm English!
GILES: (puts glasses on) Welcome to the Nancy tribe.

Parlando, Spike si rende conto di avere anche lui accento e tipica parlata inglese, come Giles, che solo un attimo prima stava offendendo a causa di questo. La scena è simpaticissima, ma ovviamente è da vedere in originale, perché in italiano mica si capiva.


Anyway, today's a little more windy than usual. Fa anche un bel po' freddo, quindi credo che me ne starò in stanza a leggere The Secret Garden sul NDS. Qui in Inghilterra c'è il gioco (che non è proprio un gioco) dei 100 classici, praticamente 100 libri famosi da leggere in inglese: un invito a nozze per me, anzi, preferisco sicuramente i libri ai matrimoni! Anche se c'è da dire che il tempo resta sempre variabilissimo, quindi i programmi sono sempre soggetti a cambiamenti, se diminuisce potrei decidere di andarmi a fare un giro nei dintorni, pure perché vorrei trovare una chiesa cattolica più vicina per non dover sempre arrivare fino a Westminster.

venerdì 18 settembre 2009

In London

Eccomi nella mia stanzetta d'hotel dopo una lunga giornata, con i miei due sandwiches with cheese and smoked ham appena presi da Sainsbury's. Non sto connessa, scrivo l'intervento sul pc e poi quando mi connetto lo incollo, siamo per il risparmio qua!Da dove cominciare? Dalla partenza forse.

Il volo è andato bene: il decollo mi mette sempre un po' d'ansia, ma due minuti dopo esserci messi finalmente in orizzontale mi sono addormentata di colpo, infatti il giorno prima avevo deciso di stancarmi di proposito (ore di sonno: 3 TRE), per poi svegliarmi mentre sorvolavamo Grenoble, quindi tutta l'Italia me la son fatta a dormire, che saluto con sentimento! L'atterraggio tutto bene, forse solo un po' più d'impatto con la pista, ma non fa niente. Direi addirittura che ci sto facendo l'abitudine a volare (buuuuuuuuuuuuuuuh, ma che dici Fuuuuuuuuuuuuu????!?!?)!

L'arrivo a Londra è stato quasi di routine, dovendo fare esattamente le stesse cose dell'altra volta, niente di nuovo a parte la scheda inglese (ho cercato di diffondere il numero, ma so che c'è qualcuno fra voi che ancora non lo ha). E poi a dormire. La sera un freddo, ma un freddo, e io che mi dicevo: “Aeh, qua stiamo a metà settembre e già si muore così di freddo, con tutto che sto al chiuso?” Ma proprio freddo freddo, meno male che le coperte sono pesanti, mi metto a letto, mi riscaldo e mi addormento. La mattina dopo, appena tornata da colazione, riapro le tende perché nel frattempo c'era luce fuori e...avevo dormito con la finestrella di sopra aperta! E grazie che faceva freddo! Ora, non sapendo i dettagli mi prenderete per scema (ma forse anche sapendo), ma nella stanza mia c'è una specie di porta a vetro che dà in un mini-cortile fuori l'albergo, io avevo visto anche la finestrella sopra, ma guardandola da una certa angolazione dava un effetto ottico come se fosse chiusa. Comunque, mi sono fatta una risata su me stessa e via. Ora è aperta, oggi fa meno freddo, comunque prima di andare a dormire la chiudo!
Ieri mattina faceva un bel freschetto, oggi di meno. Ieri completamente coperto tutta la giornata, ma senza pioggia, oggi abbiamo avuto anche il sole, oltre che come già detto qualche grado in più.
Una nota per Ale e Michele: ogni volta che passo per Victoria Place, vedo il canale del meteo sullo schermo là in mezzo, e spesso passano insieme le temperature di Londra ed Edimburgo. Ma come cavolo fate, che a me viene freddo solo a vederle!?! A gennaio vediamo chi fa prima il ghiacciolo qua, io o voi (mi sa voi!).

Oggi poi è iniziata la trafila di visite per vedere le stanze. Credo di sentirmi delusa soprattutto perché ho avuto a che fare solo con stranieri e non inglesi. Le stanze erano stranamente grandi, ma le zone e il resto della casa non erano granché. Spero davvero di rimanere sorpresa domani, soprattutto perché almeno un appuntamento dovrei averlo con British people. I prezzi sono ovviamente alti, che lo diciamo a fare?

La questione lingua: anche qua una punta di delusione. Diecimila accenti diversi perché ci sono tanti stranieri. Una sofferenza per me che amo l'inglese, me lo sento violato. Sentire gente che distorce tutto credendo di parlare inglese è quasi insopportabile; lo so, succede anche in Italia, ma qui siamo a Londra! E' anche vero che le lingue sono in continua evoluzione...mah, speriamo bene. Mi fa strano, perché io mi facevo il problema del British English, e invece adesso quando parlo con qualcuno devo sperare ardentemente che lo parli, invece di parlare con gli altri 9.999 accenti. Mi facevo il problema di andare o no ad Edimburgo perché pensavo che avrei avuto serie difficoltà con l'accento scozzese, e invece ora come ora se mi capita uno scozzese devo solo ringraziare il cielo (coperto). XP
Il punto è anche un altro, purtroppo: mi hanno sempre detto di essere portata per le lingue. Ok, lo sono, ma da che deriva? Anche da un'innata capacità di sentire un suono e saperlo riprodurre quasi subito, senza neanche farlo apposta. Infatti mi sto rendendo conto che a parlare con questi tipi stranieri comincio a dire parole strane pure io! Meglio che non mi sentiate, è davvero così. Stamattina addirittura presa dalla disperazione, ho dato a parlare in francese a due svizzeri seduti accanto a me a colazione, così ho staccato un po' da questo inglese inquinato parlando una mezzoretta con loro. Insomma, finora ho avuto modo più di riprendere il francese (che ha un certo strato di polvere) che di rafforzare l'inglese. Che poi loro, che sono turisti, parlano inglese con accento meno marcato di quegli stranieri che qua invece ci vivono! Sarà questione di attitudini, boh! Tra l'altro, una cosa che non c'entra niente ma è simpatica: questi due svizzeri, signori di una certa età, sicuramente sopra la sessantina direi, si sono divorati la colazione e hanno chiesto pure il bis di tutto! Stanno peggio di me, che pure mangio un bel po' a colazione!

Al di là degli accenti però ci tengo a dire che tutte le persone con cui ho avuto a che fare finora sono state gentili e pazienti, indipendentemente dalla nazionalità. C'è un bel clima di rispetto a Londra. E proprio per questo, nonostante tutti gli sbattimenti (oggi soprattutto, una stanza da vedere ad Ovest e una ad Est), il freddo, il tempo, gli stranieri, le stanze, tutto diventa più che sopportabile quando la mattina ti svegli e pensi: “Sono a Londra.” (possibilmente con la finestra chiusa però).

mercoledì 9 settembre 2009

Passion pt.2

Note: ovviamente c'è prima la parte 1 da leggere, attenzione.


Settembre 2003: fatidico mese del soggiorno-studio. Tre settimane a Dublino. A dirla tutta, non esplosi di entusiasmo quando seppi che saremmo andati in Irlanda. Già sapevamo che la nostra classe sarebbe andata con le professoresse d'inglese, quindi forse avevo dato fin troppo per scontato che saremmo andati in Inghilterra. L'Irlanda sarà bella, sì, ok - mi dicevo - ma non è l'Inghilterra. A quel punto avrei giustificato più la Scozia, fisicamente e politicamente "attaccata" alla terra degli Angli. E invece no, andiamo in Irlanda. E andiamo... Partivo col pregiudizio. Sbagliando. Bloody hell, I was all wrong! Da lì a poco, me ne sarei innamorata.
Dublino è bellissima. Lo so, avrà tutti i difetti che volete, ma è inutile elencarmeli, perché in questi casi non parla la ragione, ma il cuoricino. In quelle tre settimane m'integrai con la vita irlandese come se fosse la cosa più naturale del mondo. Spirito di adattamento? Forse. Ma probabilmente non era questo, era più una specie di sentirsi a casa. Non nego che già di mio non sono legatissima al posto in cui vivo ora, non saprei neanche spiegare bene il motivo. Però è diverso quando vai da qualche parte per evadere e quando invece vai da qualche parte proprio perché è lì che vuoi stare.
Tuttavia a quei tempi c'era ancora qualcosa che mi tirava, per cui ad un certo punto avvertii la voglia di tornare. Ma eran di quelle cose a cui pensi e ti dici: "Se potessi spostarle qua, sarebbe perfetto." La mattina della ripartenza a Dublino pioveva. Il cielo era piuttosto coperto, ma chi avrebbe potuto dire se avrebbe smesso presto o tardi? Avemmo un bel settembre, a detta degli irlandesi, particolarmente caldo. Ci abituammo in fretta alle variazioni del tempo durante una singola giornata, e ben presto camminavamo sotto la pioggia mentre contemporaneamente splendeva il sole. Quella mattina guardai il cielo di Dublino promettendogli e promettendomi che non sarebbe stata l'ultima volta. Non poteva finire lì e non sarebbe finita. I haven't been the same since then.

Ora vi starete chiedendo: e allora perché vai a Londra? Good question. Eeeeehhh... No, seriamente, i motivi ci sono, magari ne farò un altro post (lo sapevo che mi sarei allargata, accidenti a me!).

2004-2008: Finita la scuola, non potevo certo trascurare questa passione. Così continuai con le canzoni, i film, le letture, anche se lo facevo senza avere effettivamente un obiettivo, non avevo un livello da raggiungere. Poi un giorno, parlando con un ragazzo con la mia stessa passione e che studia Lingue all'Università, venni a sapere delle certificazioni di Cambridge. In effetti poi scoprii che anche alla mia scuola avevano cominciato ad organizzarsi in questo senso, peccato però che io avessi già finito. Comunque pensai che con quello che avevo fatto by myself negli anni precedenti, potevo anche lanciarmi da sola appunto. Non è facile comunque prepararsi quando non hai nessuno a cui chiedere. Ma sono contenta di aver provato, perché alla fine è andato tutto bene. Pensai che sarebbe stato utile avere la conoscenza dell'inglese certificata. Ora spero davvero che serva a qualcosa. In quel frangente mi sono potuta rendere conto di quanto mi fossi allontanata dal British English; mi sono rimessa al lavoro cercando di ascoltare canzoni di cantanti inglesi e non americani, guardando film con l’accento British e addirittura mettendomi a leggere ad alta voce, assistita da qualcuno che ne capisse (Ste’). Inoltre, cercando di capire a che punto ero, facendo vari ascolti ho constatato quanto mi sia familiare l’accento irlandese (quando andammo a Dublino non avevo ancora questo spirito critico) e quanto invece mi sia di difficile comprensione l’accento scozzese. Devo lavorarci un bel po’.

Present day: Il mio amore per l'inglese (lingua, cultura e tutto) sta per concretizzarsi in qualcosa di grosso. Dopo 13 anni, lo rivedo nelle piccole cose che faccio. Senza mettere in secondo piano Scozia e Irlanda. Immaginatevi me che suono Auld Lang Syne alla tastiera o che canticchio Danny Boy. O peggio ancora, quando vedo immagini di quegli splendidi paesaggi e mi viene una specie di nostalgia. E, oh, quanto adoro il tartan! Che vada di moda oppure no, mi è sempre piaciuto. Sono davvero tante piccole cose, che messe insieme formano questa grande passione, nata con la lingua ma non fermatasi là.
Ora è arrivato il momento di metterla in pratica.

lunedì 7 settembre 2009

Passion pt.1

Questa è la storia di un grande amore. :)

Anno 1996: inizio delle scuole medie, e con esso comincia anche lo studio di due lingue straniere. Non solo non avevo fatto inglese alle elementari, ma non contenta me ne andai a fare pure francese, a quei tempi facoltativo. Durante i tre anni i voti erano praticamente gli stessi in entrambe le materie, nonostante ciò mi sentivo spiccare di più in francese, avevo una maggiore padronanza e anche a livello di civiltà ne sapevo di più. Probabilmente era dovuto al fatto che ne stessi ricevendo un insegnamento migliore e più approfondito (e anche più severo); con gli anni ho capito di essere così, più l'insegnante mi dà, più io rendo. All'epoca dunque preferivo il francese, ma l'inglese già m'interessava molto, anche perché lo ritrovavo spesso scritto nei videogames e cercavo di capire il più possibile.

Anno 1999: inizio delle scuole superiori. Mentre in francese campavo di rendita (avevo già tre anni di medie alle spalle, non dovevo fare quasi niente di nuovo) e il tedesco richiedeva la maggior parte della mia concentrazione in quanto lingua totalmente nuova, scoprii affascinata che dietro quello che avevo studiato alle medie d'inglese si nascondeva qualcosa di molto più grande. Innanzitutto avere una professoressa madrelingua mi fece cambiare totalmente approccio. Stavamo praticamente a zero di Listening, noi che venivamo da quella classe delle medie. M'innamorai del suono che il parlare inglese produceva. La musicalità di una lingua è fondamentale per me, per questo non amo le lingue morte. A me deve piacere innanzitutto il suono. Così cominciai pian piano a tralasciare il francese (molto pian piano, ma poi l'avrei pagato a caro prezzo in quinta...), per dedicarmi maggiormente all'inglese. Gli inizi furono duri, le basi non solidissime delle medie mostrarono più di una crepa nel corso degli anni, e qualche volta ancora ne faccio sfoggio, lo so. Ma ben presto non lo avrei fatto più per il voto in sé.

A.S. 2001/02: la svolta. Quell'anno cambiammo professoressa, arrivò un'italo-americana. Non che quella precedente non fosse brava, ma questa aveva un metodo d'insegnamento molto coinvolgente. Si potrebbe dire che la mia fissa per l'inglese nacque in quell'anno. Quelle ore passavano sempre troppo in fretta. Poi con lei si poteva parlare di tutto, in inglese, è chiaro. She was very easy to talk to. Con lei ho imparato a pensare al concetto da esprimere e a renderlo con le parole che conosco, evitando quindi di pensare in italiano e tradurre, perché poi mi sarebbero potute mancare. Era un giorno di primavera quando, alla fine dell'ora, mi si avvicinò e mi disse: - Ma tu sei brava. Dovresti solo cercare più contatto con l'inglese: ascolta le canzoni, guarda i film. Prova. -
Quello fu l'unico anno con lei. L'estate del 2002 fu indimenticabile anche perché finalmente nella colonna sonora della mia vita entravano canzoni inglesi, io che fino ad allora avevo ascoltato solo musica italiana o al massimo qualcosa in francese. Chi se la scorda più. Poco dopo sarebbe partita anche la passione per le serie tv americane, da guardare in originale naturalmente (and that's about the time I started getting this American accent of mine...but I'm working on it now).
E così a seguire l'amore per l'Inghilterra, come pure per la Scozia e l'Irlanda (ma di quest'ultima parleremo più in particolare), cominciare a leggere libri in inglese, prima col dizionario alla mano, poi capii che mi sarei goduta meglio la lettura senza cercare di tradurre tutto, ma semplicemente col seguire il senso generale della frase.

Settembre 2003: ...



To be continued...